Piacere, Alice Bianchetti, in arte “L’Orchessa”

Mi chiamo Alice Bianchetti e credo di aver iniziato ad non sopportare i bambini nell’esatto momento in cui sono sbucata fuori dall’utero materno.  Faticavo a sopportare perfino me stessa da piccola e per questo i miei primi 13 anni sono stati di assoluta sofferenza, tanto che quando mi chiedevano cosa avrei voluto fare da grande rispondevo sempre con fermezza “la donna adulta”. Odiavo pisciarmi addosso e puzzare di piscio, odiavo farmi la cacca addosso e puzzare di cacca, lo so, me lo ricordo, credo di essere l’unica al mondo a ricordarselo tanto mi faceva schifo (non so cosa farò da vecchia, quando regredirò nuovamente a questo stato, ma cerco di non pensarci...). Io i capricci li facevo mirati, così come gli occhioni luccicosi e le moine: avevo capito subito che per ottenere quello che vuoi devi sudartelo, ma con una precisa strategia, che si tratti di un ciuccio o di un contratto da 500mila euro.

Solo l’adolescenza, che di norma è il periodo della vita che, insieme alla menopausa, una donna vorrebbe saltare a piè giunti, mi ha portato finalmente tranquillità: ho festeggiato con soddisfazione le mie prime mestruazioni e, mentre le mie coetanee lottavano contro l’acne, le tempeste ormonali e il filo dei tampax, io mi allenavo a camminare sui tacchi e a sfumare gli ombretti. Mi sono laureata in lingue a 23 anni, a 25 sono stata assunta in una importante azienda immobiliare e a 29 ero già sviluppatrice all'interno di una filiale. E si fottano quelli che me la smenano che dovrei essere più modesta!

ABBASSO I BAMBINI? NON PROPRIO...

Fino ai 20 anni la mia riluttanza verso i bambini è risultata ancora poco marcata, direi solo in via di sperimentazione; in seguito si è consolidata e mi è venuto spontaneo definire una vera e propria casistica, un elenco di circostanze che è andato arricchendosi negli anni, prendendo spunto dalle mie esperienze e da quelle altrui. La casistica comprende solo i bambini e i relativi genitori sani ed economicamente avvantaggiati dell’emisfero boreale, europei e nordamericani, con qualche caso tratto da un paio di viaggi in Australia, ma su cui mi riservo di effettuare ulteriori osservazioni. Gli altri, i bambini sfortunati, quelli che lottano ogni giorno per sopravvivere per fame o a causa delle malattie, quelli non rientrano nella casistica e anzi mi incazzo con la vita per loro. Loro se sono maleducati lo fanno perché devono cavarsela in qualche modo, gli altri lo fanno solo perché vogliono rompere le palle. Con i primi sono più che solidale, con gli altri divento feroce.

GENITORI DA DISINTEGRARE...

Ad ogni modo, con il tempo, ho capito che in fondo non mi stanno sulle palle tanto i piccoli tappi, quelli al massimo non li sopporto, forse per il fatto che il mio istinto materno è sempre stato piuttosto esiguo.  No, io chi odio veramente sono i genitori, non tutti per carità! solo quelli che si credono padroni dell'universo per il semplice fatto di aver messo al mondo un figlio; quelli che pensano di essere i soli al mondo a soffrire, a lavorare duramente, a fare le ore piccole, a spendere troppo eccetera eccetera, e che non perdono occasione per dire "solo se sei genitore puoi capire cosa vogliano dire le parole amore e sacrificio". E certo! Chi non ha figli si gratta le ginocchia tutto il giorno, ha la sensibilità di un bufalo australiano e nella vita non concluderà nulla di rilevante. Come si fa a non arrabbiarsi?

... GENITORI DA PREMIARE

Stimo invece i genitori umili, quelli che ce la mettono tutta per tirare su dei tappi intelligenti, educati, coscienti del fatto che il mondo non sempre ti apre le porte, anzi te le sbatte sul muso qualche volta, e allora devi lottare e vivere con coraggio e saggezza e rispetto per te e per gli altri. Perché fare il genitore oggi è molto complicato. Di genitori così ce ne sono ancora per fortuna e a loro va tutto il mio plauso. Ma con quegli altri... con quelli mi saltano fuori le corna e i canini da tigre del Bengala. Anzi, da Orchessa.

PERCHE' MI CHIAMANO ORCHESSA

L’appellativo “Orchessa” mi è stato appioppato da uno di questi genitori da Grande Fratello, Romeo Altoprandi, il dirigente di una azienda concorrente, che ha quattro figli piccoli, una moglie piena di anelli, di pellicce e di botulino, il cui argomento unico e imprescindibile è il menù della Grande Festa di Natale; hanno anche quattro bagni e naturalmente sono al primo posto della mia black list. Non perché abbiano quattro bagni, sia chiaro.

PARLIAMO DI MALEDUCAZIONE

Partendo dai genitori/figli di celluloide, ho poi deciso di ampliare il mio raggio di osservazione e nel mio diario sono andata esplorando tutti gli aspetti del vivere quotidiano in cui chiunque sia sano di mente e con un briciolo di pudore, di senso civico e di eleganza si è scontrato con vere e proprie aberrazioni comportamentali umane, fornendomi molteplici esempi di maleducazione, cattivo gusto e mancanza di rispetto.

In questo blog vi renderò partecipi della mia casistica e darò qualche consiglio per migliorare, traendolo dal buon senso e da auctoritates più che valide.

Se qualcuno si sentirà offeso, pazienza.

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