QUANDO I CANI SI ESPRIMONO SUL MARCIAPIEDI

Premetto subito che io adoro i cani. I cani sono una grande compagnia, sono amorevoli, sono carini, sono dei grandissimi amici, sono fedeli e non ti fanno mai notare che hai messo su qualche chilo o che hai l’alito che puzza. Ma anche i cani fanno pipì e popò. Ora, io non ce l’ho con i cani che fanno la pipì e la popò, ce l’ho con i padroni che la popò non la tolgono dal marciapiede.

Il marciapiede davanti alla mia agenzia la mattina assomiglia vagamente a un fiume di pipì di cane. E se già in inverno la puzza è poco tollerabile, in estate diventa un affronto al vivere civile. Le mosche fanno delle vere e proprie colonie e passare lì davanti fa venire voglia di vomitare. Quando io e i miei vicini di negozio ci vediamo all’apertura delle nostre attività non ci chiediamo come abbiamo dormito o se il figlio di Barnaba ha passato l’esame o se la mamma di Lucia ha ancora la sciatica che la fa dannare, no! Ci chiediamo: “Quante ne hai davanti alla vetrina stamattina?” Si parla, per essere chiari, dei cadeaux liquidi e solidi dei cani del quartiere.

La pipì si trova solitamente ad altezze diverse e da queste si può dedurre il sesso e anche la grandezza e le proporzioni del cane. Se sono a terra sono di cani femmine e se c’è una pozzanghera che sembra l’Oceano Pacifico si tratta di femmine di grossa taglia, se invece c’è solo uno schizzo sono femmine più piccole. Lo stesso vale per la pipì sui muri: se mi arrivano alle anche sono di cane maschio grande, se sono all’altezza delle caviglie sono di cuccioli o di cane adulto piccolo. La puzza però è uguale per tutti.

La popò è un altro discorso. Vista la consistenza posso capire che non sia sempre facile raccoglierla con la sacchettina che i padroni dovrebbero tenere in mano come un guanto. E va bene anche questo, però caspita! proprio farla fare al cane davanti alla porta d’ingresso questa è maleducazione! Anzi, questa è vera cialtroneria!

E così tutte le mattine il portinaio del mio condominio si alza prima per versare sulla pipì e sulla popò di suddetti cani un vero e proprio tsunami di alcol. L’odore acre dell’alcol se non altro ha il vantaggio di coprire gli altri afrori e per un po’ si resiste.

Poi si apposta dietro l’angolo e se arriva qualche bella signora con cane al seguito senza guanto fa uno scatto e le si para davanti pronto a fare una scenata. Cosa ottiene? Che la signora lo manda a quel paese, il cane gli ringhia contro e il gruppetto si sposta temporaneamente su un altro marciapiede. Ma il grosso dei signori e delle signore frequenta il nostro condominio solo all’alba o al tramonto, quando si può agire indisturbati favoriti dalle tenebre. E poi io arrivo e mi trovo le sorpresine puzzolenti.

Cari proprietari di cani, abbiate almeno il coraggio di portare i vostri amici a fare pipì e popò davanti al mio ufficio quando io sono presente così che possa uscire, prendere pazientemente la popò con il suddetto guanto e spalmarla sul risvolto della vostra giacca nuova. Un nuovo rimedio per tenere lontane le tarme. Non le mosche.

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