Tutti i mostri di Giger

Che cosa hanno in comune queste immagini?

A parte il fatto che sono inquietanti e se li vedi dopo cena poi non digerisci, tutte le realtà che rappresentano rimandano all'artista svizzero Hans Riedi Giger, passato a miglior vita solo nel 2014 e già entrato nel vasto firmamento dei più grandi  visionari di tutti i tempi. Grazie ai mostri. Che io naturalmente adoro e di cui intendo parlarvi oggi. Quindi avrete già capito che in questo blog sarà un po' difficile leggere di fiorellini e farfalline. Comunque amanti dei cuoricini non disperate: anche io ho le mie stagioni e può darsi che in un futuro non troppo lontano mi darò alle tinte pastello. Ma per ora parliamo di creature dal teschio a forma di becco di tucano, coperte di vinile lucido tanto sensuale che anche Cat Woman fa loro un baffo.

Partiamo dal più famoso, Alien, la cui saga (tre sequel, due ispirati e due prequel) ha regalato fama indiscussa  e imperitura al regista Ridley Scott e agli scenggiatori Dan O'Bannon e Ronald Shusett. Tutto è cominciato quando O'Bannon vide i quadri di Giger e capì che da essi doveva trarre ispirazione per il suo essere xenomorfo. Giger collaborò così con Rambaldi alla creazione del mostro e la creatura gli valse l'Oscar nel 1980 per gli effetti speciali.

Nel 1981  la cantante Deborah Harry registrò il suo primo album da solista, "KooKoo", e fu proprio Giger ha realizzare la cover, in cui il volto dell'artista è trafitto da enormi spilloni. Precedente, del 1973, è invece "Brain Salad Surgery", quinto album del gruppo rock britannico Emerson Lake and Palmer, la cui cover, anch'essa commissionata a Giger, riproduce il teschio di una donna su cui si apre un oblò attraverso cui si vede la donna reale con un pene in procinto di entrarle in bocca. Il pene, giudicato troppo trasgressivo (per favore, niente sesso, siamo inglesi!), fu parzialmente mimetizzato da una luce che lo rese etereo.

Molte altre copertine furono commissionate a Giger o ispirate al suo genio. Lo stesso per i concept di mostri per diversi film horror o di fantascienza, come "Species", film del 1995 diretto da Roger Donaldson.

Giger con le sue "visioni" è diventato talmente famoso che in giro per il mondo sono addirittura sorti bar-musei che riproducono per lo più l'interno della nave di Alien, una specie di grande cassa toracica con migliaia di costole che sbucano ad ogni angolo.

E' stato il maestro dell'aerografo, che effettivamente viene molto snobbato dagli artisti più tradizionalisti, ma che - posso dirlo per esperienza - ha la capacità di conferire ai dipinti un'aura misteriosa, evanescente, molto onirica e spettrale, specie se si lavora su colori come il grigio, il bronzo, il nero. Appassionato di occultismo, amante del macabro e vero estimatore di Lovecraft e del suo finto "Necronomicon", fu un surrealista dell'inferno: per nulla materico, e molto devoto al dettaglio, le sue figure sono cinematografiche e impossibili allo stesso tempo.

"Fa paura, ma con cura", direbbero i mostri della Pixar.

 

I suoi esseri biomeccanici sono stupefacenti: la carne si compenetra con viti e bulloni e tubi e spirali, che escono da un orecchio per infilarsi in un'anca e uscire da un piede. Tutto però con puntualità e simmetria. Gli scheletrini e i nanetti paffuti e spaventosi si moltiplicano e, un incubo dopo l'altro, anche Hollywood ne è rimasta affascinata.

Io ancora di più.

 

Fonti

TuTtilibriiomilibro.it

ilfattoquotidiano.it

H.R. Giger's Necronomicon (Inglese) Copertina rigida – 1 gen 1993

Giger, di Hans Giger

 

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