{"id":1106,"date":"2020-09-07T09:27:32","date_gmt":"2020-09-07T07:27:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/?p=1106"},"modified":"2020-09-16T15:55:25","modified_gmt":"2020-09-16T13:55:25","slug":"gossip-e-percorsi-propone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/gossip-e-percorsi-propone\/","title":{"rendered":"GOSSIP E PERCORSI 1 PROPONE&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>IL MISTERO DEL SECONDO LETTO DI SHAKESPEARE<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/william-shakespeare-62936_640.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1115\" width=\"297\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/william-shakespeare-62936_640.jpg 445w, https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/william-shakespeare-62936_640-209x300.jpg 209w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><figcaption>William Shakespeare<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cTra moglie e marito non mettere il dito\u201d, recita il famoso proverbio. Ma io, visto che sono una professorchessa, il dito ho deciso di metterlo eccome! E non nei problemi di una coppia qualunque, ma in quelli dei celeberrimi signori Shakespeare, per parlarvi di un mito che mi ha sempre fatto sorridere e pensare. E ho deciso di partire proprio dalla moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Si chiamava Anne Hataway, proprio come l\u2019omonima attrice, la quale ha un marito che, se non fosse per la capigliatura, potrebbe sembrare un redivivo Shakespeare. E anche se qualche fanatico vede nella coppia hollywoodiana odierna la reincarnazione di quella inglese del Cinquecento, io ci vedo solo una grande coincidenza, per cui non mi fermo ulteriormente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il discusso testamento<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"alignright size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/letto-shak.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1116\" width=\"398\" height=\"267\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>William spos\u00f2 Anne nel 1582 quando la sposina era gi\u00e0 in dolce attesa. Il loro non sembra essere stato un matrimonio troppo felice, anche se produsse altri due figli, e la prova inconfutabile, almeno per alcuni studiosi del bardo, fu il suo testamento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Redatto il 25 marzo 1616, fu scritto dall\u2019avvocato Frances Collins su tre fogli ed \u00e8, tra le altre cose, l\u2019unica testimonianza della firma originale del grande drammaturgo. In questo testamento Shakespeare si rivel\u00f2 un vero tirchio, infatti, se si esclude una delle due figlie, non concesse quasi nulla a nessuno se non bricioline. Ma il vero punto forte fu il lascito alla moglie che consisteva nel loro \u201csecondo letto con il mobilio\u201d. Insomma, niente soldi, case o autografi di opere letterarie, solo un misero letto e forse un comodino e una cassapanca.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei secoli la fantasia degli esperti e degli appassionati di Shakespeare si \u00e8 liberata, ma le posizioni sono sostanzialmente due: quella di chi pensa che il poeta fosse stato costretto ad un matrimonio riparatore che poi port\u00f2 avanti per salvare le apparenze e che nel testamento si sia vendicato di anni di vita infelice accanto ad una donna per altro pi\u00f9 vecchia di lui; e quella di chi invece si ricorda che a quel tempo il secondo letto era quello maritale (il primo era destinato agli ospiti), per cui quel lascito sarebbe stato un gesto di grande affetto, considerando inoltre quanto poco contassero le donne e soprattutto le mogli dei grandi e riconosciuti artisti le quali pi\u00f9 che altro vivevano all\u2019ombra dei mariti famosi e dovevano limitarsi a sfornarne i figli.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Un possibile e intrigante percorso<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>E allora proprio da qui si pu\u00f2 partire per presentare uno dei grandi miti legati a Shakespeare, perch\u00e9 agli studenti i gossip piacciono da morire e io, quando posso, li cerco e li propongo in classe: la curiosit\u00e0 per gli affari degli altri \u00e8 forte a qualunque et\u00e0, e alla fine sono proprio i pettegolezzi quelli che ci fanno ricordare con maggior simpatia i grandi nomi che noi prof propiniamo a scuola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 bene stimolare i diversi punti di vista, per cui, come seconda tappa, proporrei di far leggere il <strong>sonetto 145<\/strong> di Shakespeare che cos\u00ec recita:<\/p>\n\n\n\n<p><em>Those lips that love\u2019s own hand did make<br>Breathed forth the sound that said \u201cI hate\u201d<br>To me that languished for her sake;<br>But when she saw my woeful state,<br>Straight in her heart did mercy come,<br>Chiding that tongue that, ever sweet,<br>Was used in giving gentle doom,<br>And taught it thus anew to greet:<br>\u201cI hate\u201d she altered with an end<br>That followed it as gentle day<br>Doth follow night, who like a fiend<br>From heav\u2019n to hell is flown away.<br>\u201cI hate\u201d <u>from hate away<\/u> she threw,<br>And saved my life, saying \u201cnot you.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come si vede, nel penultimo verso, che tradotto dice \u201c<em>dalle parole \u201cIo odio\u201d ella scacci\u00f2 ogni odio<\/em>\u201d, il poeta pare giocare proprio con il cognome della moglie. Nella poesia il riferimento \u00e8 ad un languore, una sofferenza dell\u2019innamorato, che poi si trasformano in sollievo grazie alla donna che dice di odiare s\u00ec, ma non l\u2019uomo che le dedica tali versi. E quindi, se il sonetto \u00e8 davvero dedicato alla moglie Anne, esso farebbe pensare ad un rapporto tutt\u2019altro che burrascoso.<\/p>\n\n\n\n<p>Una ulteriore lettura interessante a questo proposito potrebbe essere quella del libro di <strong>Germaine Greer, \u201cShakespeare\u2019s Wife\u201d del 2007<\/strong>, nel quale l\u2019autrice si fa paladina dell\u2019amore e difende soprattutto Anne, cercando di ripulirne la memoria dalle parole denigratorie di una societ\u00e0 misogina qual era quella in cui la donna visse.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"328\" height=\"500\" src=\"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Greer-moglie-shakespeare.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1117\" srcset=\"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Greer-moglie-shakespeare.jpg 328w, https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Greer-moglie-shakespeare-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 328px) 100vw, 328px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>E perch\u00e9 non far leggere ai nostri studenti anche il passo dell\u2019<strong>\u201dUlisse\u201d di Joyce <\/strong>in cui Stephen Dedalus parla di Shakespeare e dice (nella traduzione di Gianni Celati per Einaudi):<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ma dovremmo credere che l\u2019autore di Antonio e Cleopatra, pellegrino appassionato, fosse cos\u00ec orbo da scegliersi la pi\u00f9 trista sfinzia del Warwickshire solo per portarsela a letto? Ebbene: la lasci\u00f2 e part\u00ec alla conquista del mondo maschile. Ma le sue donne-ragazzo sono in realt\u00e0 le donne d\u2019un ragazzo. La loro vita, i pensieri, la loro loquela sono tutti presi in prestito dai maschi. Ha scelto male? Era lui il prescelto, secondo me. Perch\u00e9 se le altre hanno il loro Will, Ann ha la sua way, la via che le pare (Hathaway). Caspita, \u00e8 lei che ha la colpa! \u00c8 lei che gli ha messo il cappio al collo, con la dolcezza dei suoi ventisei anni. E la dea dagli occhi grigi che si china sul giovane Adone, umiliandosi per conquistarlo, come un prologo all\u2019atto maggiore, be\u2019 quella dea \u00e8 un\u2019impudente frullona di Stratford, che si rotola in un campo di grano col suo pi\u00f9 giovane amante<\/em>\u201d. Qui Joyce paragona William ad Adone: entrambi ammaliati da una tardona, anche se, al confronto con Venere, la povera Ann scompare\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla parte dell\u2019amore sta anche la poetessa <strong>Carol Ann Duffy<\/strong> che, rievocando quel famoso letto lasciato in eredit\u00e0 come pegno d\u2019amore e non di tirchieria del marito verso la moglie, compose la poesia <strong>\u201cAnne Hataway\u201d<\/strong>, che vi riporto qui sotto nella traduzione di Andrea Sirotti&nbsp;e Giorgia Sensi per \u201cLe lettere\u201d del 2002:<\/p>\n\n\n\n<p><em>ll letto in cui ci amavamo era un mondo vorticoso<br>di foreste, castelli, fiaccole, scogliere, mari<br>in cui lui si tuffava in cerca di perle. Le parole del mio amore<br>erano una pioggia di stelle cadenti come baci<br>su queste labbra; il mio corpo faceva col suo ora una rima<br>pi\u00f9 dolce, ora un\u2019eco, un\u2019assonanza; il suo tocco<br>era un verbo che danzava in mezzo a un nome.<br>Certe notti sognavo che mi aveva scritto, il letto<br>una pagina sotto le sue mani di scrittore. Romanzo<br>e dramma recitati da odore, gusto, tatto.<br>Nell\u2019altro letto, il migliore, sonnecchiavano gli ospiti,<br>sbavando la loro prosa. Vive l\u2019amore mio, ride \u2013<br>lo tengo della mia testa di vedova nel forziere<br>come lui teneva me in quel letto, non il migliore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come vedete gli spunti a favore o contro la signora Shakespeare sono molti, come molti sono i misteri legati al signore di Stratford-upon-avon, per cui ci ritroveremo presto a parlare ancora lui.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per ora arrivederci e, come sempre, BUONE PAROLE A TUTTI!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MISTERO DEL SECONDO LETTO DI SHAKESPEARE &nbsp;\u201cTra moglie e marito non mettere il dito\u201d, recita il famoso proverbio. 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