{"id":1279,"date":"2021-08-23T16:07:23","date_gmt":"2021-08-23T14:07:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/?p=1279"},"modified":"2021-08-23T16:10:46","modified_gmt":"2021-08-23T14:10:46","slug":"gossip-e-percorsi-3-propone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/gossip-e-percorsi-3-propone\/","title":{"rendered":"GOSSIP E PERCORSI 3 PROPONE&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Alcune donne della Divina Commedia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Oggi vanno per la maggiore i \u201cpercorsi\u201c, ma non sempre godono di efficacia e di ragionevole autonomia all\u2018interno di un\u2018opera; i loro scopi si esauriscono spesso alla fonte, rivelandosi tanto so\ufb01sticati quanto poco spendibili didatticamente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rispettare il testo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La gran parte dei manuali scolastici odierni, alla lettura \u201corizzontale&#8221;, diacronica di un\u2018opera, sostituisce quella sincronica, che privilegia i singoli temi, decontestualizzati e riconvertiti in unita di \u201csoprasenso&#8221;, rispetto alla rete sequenziale dell\u2018intreccio.<\/p>\n\n\n\n<p>Una scelta accettabile, talora persino encomiabile, purch\u00e9 rispetti gli obiettivi dell&#8217;opera madre e del suo creatore, senza voler ad ogni costo inventare legami inesistenti solo per soddisfare velleit\u00e0 di ricercatezza esasperata. Legami tanto pi\u00f9 biasimevoli quando pi\u00f9 vengono creati tra opere e autori che, vissuti in epoche diverse, non hanno condiviso nulla, ma che hanno attinto semplicemente da un comune patrimonio di stimoli, di idee e di tradizioni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scelta dell\u2019opera \u201cprivilegiata\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo \u00e8 che alcuni testi risultano pi\u00f9 allettanti di altri per la realizzazione di percorsi, un vero Eldorado per chi \u00e9 maestro nell\u2018arte del mosaico letterario intra- ed extra-testuale, incline ad un processo di decostruzione raffinato ma, spesso, perverso. Opere &nbsp;dall&#8217;impianto gi\u00e0 di per s\u00e9 reticolare, scandito, facilmente utilizzabili per una lettura<\/p>\n\n\n\n<p>non sequenziale. Opere che, invece, devono essere trattate anch\u2019esse con il rispetto dovuto alla idea che le ha generate, ai suoi scopi, senza voler, ad ogni costo, spezzettarle e ricomporle secondo nuove prospettive sterili e, per questo, inefficaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Una di esse e senza dubbio la <em>Divina Commedia<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Divina Commedia<\/em><\/strong> <strong>offresi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>In essa pi\u00f9 che altrove si pu\u00f2 ben sperimentare l\u2019individuazione di nodi concettuali scindibili e ricomponibili purch\u00e9 in una prospettiva di complementarit\u00e0 con il valore letterario dell\u2018opera stessa, nella quale, cio\u00e8, i rapporti fra le parti sono reali e non occorre far altro che scoprirli e offrirli alla lettura e all\u2019analisi. Prover\u00f2 di seguito a definire un esempio di itinerario interno al capolavoro dantesco, in cui il legame fra le sequenze sta nel tema di fondo, certo, ma soprattutto nelle intenzioni del poeta, nel suo atteggiamento poetico e umano. Uno dei percorsi possibili, che spero risulti accettabile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Donne e misteri.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Piuttosto sfruttato, ma sempre interessante, \u00e8 il percorso sulle figure femminili della <em>Commedia<\/em>, specie se lo si offre agli studenti secondo una lettura accattivante che esplori alcuni personaggi, anche noti, ponendone in luce aspetti e correlazioni poco indagati. In questi termini ho proposto ad un ultimo anno di liceo classico i tre pro\ufb01li danteschi di Pia de\u2019 Tolomei (<em>Purgatorio<\/em>, V), di Sapia senese (<em>Purgatorio<\/em>, XIII) e di Piccarda Donati (<em>Paradiso<\/em>, III). Si tratta di tre donne \u201ccolpevoli&#8221; in modo molto diverso, tre donne avvolte dal mistero, ancora oggi non completamente svelato. Soprattutto di tre donne in cui le passioni, le contraddizioni, le debolezze umane sono raccontate con versi intensamente<\/p>\n\n\n\n<p>poetici e commoventi. Il percorso pone a confronto tali \ufb01gure, sottolineando quel tanto cli enigmatico che contribuisce a solleticare palati altrimenti poco ingordi, come sono spesso quelli degli studenti. Senza soffermarmi su tutti i possibili dettagli interpretativi, mi limiter\u00f2 qui di seguito a fornire poche linee di lettura con le quali ho affrontato l\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il primo mistero: la Pia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dante segue Virgilio nel secondo balzo dell\u2018Antipurgatorio, dove sono i morti di morte violenta. Qui il poeta, spronato in modo singolare dalla sua guida, incontra tre spiriti. Tragica ed avvincente l\u2019iniziale descrizione che Jacopo del Cassero fornisce della propria morte (w. 64-84), quando, caduto in un agguato, ebbe il tempo di vedere in terra formarsi un lago del suo stesso sangue. Improvvisamente, entra in campo il secondo personaggio<\/p>\n\n\n\n<p>morto violentemente (w. 85-129): \u201clo fui di Montefeltro, io son Bonconte\u201d. Anch&#8217;egli caduto in battaglia, sospinto \u201cne l\u2019Arno\u201d, anch\u2019egli protagonista di una vicenda drammatica. Sulla fine dei due Dante si permette di creare una favola personale, ricca di dettagli. Ma per il terzo spirito che giunge senza preavviso non \u00e8 cosi: nulla Dante inventa, nulla aggiunge. Perch\u00e9? Le domande sull\u2018identit\u00e0 della Pia si affastellano da secoli senza trovare convincente soluzione, pertanto qui mi limiter\u00f2 a dire che la donna appare come figura solitaria: non \u00e8 una guerriera, non \u00e8 una signora della politica e del potere. Arriva in sordina, piccola e delicata, manifestando attenzione materna per il suo interlocutore, a cui chiede di ricordarla. Un denso lirismo, colorato di sentimento e di viva partecipazione, caratterizza entrambi i protagonisti di questo insolito quadro elegiaco. Come se Dante si ritagliasse un angolo di meravigliosa delicatezza femminile prima del marcato realismo politico, certo pi\u00f9 \u201cmaschile\u201c, del seguente canto sesto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il secondo mistero: Sapia senese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Siamo nel XIII canto del <em>Purgatorio<\/em>, esattamente all&#8217;imbocco della seconda cornice, quella degli invidiosi, anime cieche. Dante cerca tra loro una \u201cche sia latina\u201d e riceve in risposta una puntualizzazione semantica, introdotta dal pur sempre affettuoso \u201cO frate mio\u201d: pi\u00f9 tardi i lettori scopriranno che ad aver parlato \u00e8 colei che \u201cSavia\u201d non fu, \u201cavvegna che Sapia\u201d fosse chiamata (W. 94-154). Momigliano giudic\u00f2 il passo un interessante \u201cimpasto letterario\u201d, \u201cun chiaroscuro che fa intravedere una peccatrice dietro la trasparenza di una penitente\u201d. Se con la Pia Dante aveva scrutato gi\u00e0 l\u2019animo umano con pochi tocchi impressionistici, ora il poeta manifesta la sua magistrale capacit\u00e0 di cogliere la complessit\u00e0 e le contraddizioni del cuore, dove il pentimento convive con i moti dell\u2019animo pi\u00f9 naturali che ancora l\u2019anima, legata con un cordone ombelicale alla vita, non ha dimenticato. Moti di invidia, appunto, che rivelano un carattere puntiglioso, Ia permalosit\u00e0, l\u2018arguzia sentenziosa, l\u2018intensit\u00e0 di pensiero e di intelligenza, la volont\u00e0 di onnipotenza nel suo s\ufb01dare Dio, e non da ultimo il rimorso e il pentimento, senza i quali non sarebbe salva. Un quadro di donna poco cordiale ma molto realistico, su cui soffermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il terzo mistero: Piccarda Donati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Giungiamo in\ufb01ne al III canto del <em>Paradiso<\/em>, al cielo della luna, dove si fanno incontro a Dante anime evanescenti, belle e delicate come ri\ufb02essi ingannevoli in vetri tersi o in acque poco profonde, e come la perla su una fronte bianca di donna. L&#8217;ampia similitudine d\u2018esordio non \u00e8 trascurabile dal momento che allude con forza ad un contesto ancora \ufb01sico \u2014 seppur indistinto \u2014 e femmineo, tanto pi\u00f9 attraente visto che si parla di una ex-monaca. In effetti questo \u00e8 il canto di Piccarda, sorella dei pi\u00f9 famosi Corso e Forese Donati, la quale vive paga fra gli spiriti inadempienti. Non possiamo esimerci dal rilevare che proprio a lei e alle sue parole di sapienza e consapevolezza, a lei e al suo dolce ricordo mortale Dante affida l\u2019esplicazione del senso generale e gerarchico del paradiso: un compito importante che sottintende ammirazione e riconoscimento. Una creatura tanto fragile e addolorata per un segreto cos\u00ec grande. Molto di umano ancora risiede in questo cielo, ancora vicino al purgatorio e alla vita terrena. Piccarda si svela al poeta come spirito sofferente ed il suo dramma qui \u00e8 ben visibile, in occhi ed espressioni non ancora annullati nella luce di una pi\u00f9 compiuta beatitudine: le sue parole nostalgiche vanno oltre l\u2018evidente appagamento, e sono parole che nascondono la sofferenza dell&#8217;essere stata strappata contro il suo volere ad una vita che lei aveva scelto. Nulla si sa di pi\u00f9, e lo stesso Dante, pur offrendo ancora una nobilissima favola mondana, lascia al non detto i chiaroscuri di Piccarda (\u201cIddio si sa qual poi mia vita fusi\u201d, v. 108).<\/p>\n\n\n\n<p>Figure dunque accomunate in un percorso soprattutto di contraddizioni e di enigmi, di poesia elevatissima e sublime. Un percorso che pi\u00f9 di ogni altra cosa de\ufb01nisce le intenzioni dell\u2019autore: raccontare l\u2018umano nel e con l\u2019umano, in questo caso attraverso la complessa delicatezza femminile, suscitando interrogativi ed emozioni. Cose preziose da riscoprire anche a scuola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcune donne della Divina Commedia Oggi vanno per la maggiore i \u201cpercorsi\u201c, ma non sempre godono di efficacia e di ragionevole autonomia all\u2018interno di un\u2018opera; i loro scopi si esauriscono..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1280,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1279"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1279"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1279\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1283,"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1279\/revisions\/1283"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1280"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1279"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1279"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1279"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}