{"id":994,"date":"2020-08-03T17:12:31","date_gmt":"2020-08-03T15:12:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/?p=994"},"modified":"2020-08-12T17:29:19","modified_gmt":"2020-08-12T15:29:19","slug":"il-libro-degli-orrori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/il-libro-degli-orrori\/","title":{"rendered":"Leggere di tutto per imparare a scrivere"},"content":{"rendered":"\n<p>Secondo me, la prima cosa da fare per imparare a scrivere storie \u00e8 leggere le storie degli altri. E non solo quelle \u201cbelle\u201d \u2013 o almeno quelle che la maggioranza dei lettori reputa tali \u2013 ma anche quelle mediocri e quelle decisamente brutte. Solo se si conosce il brutto si apprezza il bello, solo se inserisci le ombre vedi le luci, solo se mangi la trippa bollita poi apprezzi ancora di pi\u00f9 le lasagne e gli agnolotti. E comunque c\u2019\u00e8 gente che ama alla follia anche la trippa, quindi forse questo ultimo esempio non vale per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando a noi\u2026 io leggo di tutto. Anche quei libri che poi decido di dare via o di buttare nel cassonetto perch\u00e9 non mi sono piaciuti per niente. Uno di questi \u00e8 stato \u201cIl bosco degli orrori\u201d di John Rector. Lo scovai un pomeriggio del 2016 all\u2019edicola della Stazione di Porta Nuova, mentre bighellonavo per negozi in attesa del mio treno. Lo sceneggiatore di Blade Runner, D. Peoples, lo definiva \u201cforte, cupo, perfetto. Una scrittura da maestro\u201d, cos\u00ec lo comprai. Inoltre era in edizione super economica, di quelle che trovi alle stazioni o negli aeroporti, e quindi andava benissimo anche per le mie tasche. Lessi tre pagine, poi me lo dimenticai.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho riesumato in questi giorni e forse avrei fatto bene a lasciarlo dove stava. Intendiamoci: non \u00e8 scritto male, e fino ad un certo punto mi ha anche presa abbastanza. Si tratta di un thriller psicologico che racconta di un contadino che si sveglia tutto vestito nel suo letto e non sa come ci sia arrivato e non si ricorda che cosa abbia fatto nelle ultime ore. Poi va a farsi un giro e, nel suo frutteto, trova il cadavere di una ragazza del posto, Jessica, e crede di averla ammazzata lui. Perch\u00e9 l\u2019uomo, dopo la morte della figlia in un incidente, \u00e8 andato un po\u2019 fuori di testa e ha cominciato a bere e poi ad avere le allucinazioni.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/il-libro-degli-orrori-722x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-995\" width=\"391\" height=\"554\" srcset=\"https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/il-libro-degli-orrori-722x1024.jpg 722w, https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/il-libro-degli-orrori-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/il-libro-degli-orrori-768x1089.jpg 768w, https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/il-libro-degli-orrori-459x650.jpg 459w, https:\/\/www.claudiacravero.it\/web\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/il-libro-degli-orrori.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 391px) 100vw, 391px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Decide di non dire niente a nessuno, perch\u00e9 teme di essere accusato. E fin qui ci sta. Poi per\u00f2 decide anche di indagare sulla morte della ragazza, e intanto il cadavere va in decomposizione. Inizia anche a vedere Jessica che gli parla, ma non \u00e8 un fantasma, che almeno avrebbe dato una piega un po\u2019 interessante alla storia, ma solo un\u2019allucinazione. Per tutto il libro si va avanti con lui che ha le allucinazioni, che investiga da dilettante, che cerca di tenere lontana la gente ficcanaso dal frutteto. Alla fine spara per errore al suo amico poliziotto che ha trovato il cadavere e credendo di averlo ucciso si spara in bocca.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019epilogo si scopre che il poveraccio non \u00e8 morto ma \u00e8 in uno stato pietoso, con la faccia tutta spappolata e senza un occhio. Il suo amico non \u00e8 morto per ora, ma \u00e8 in stato vegetativo. E chi era l\u2019assassino? Non c\u2019\u00e8 nessun assassino! La Jessica era andata con due amici a impasticcarsi nel frutteto, ma era allergica alle pillole e cos\u00ec \u00e8 schiattata di shock anafilattico e gli amici se la sono data a gambe lasciandola l\u00ec a putrefarsi sotto le piante.<\/p>\n\n\n\n<p>Finale macabro e che lascia insoddisfatti. Nemmeno la psicologia del protagonista risulta poi cos\u00ec ben delineata e il lato poliziesco manca del tutto, salvo il fatto che ad un certo punto, dopo giorni che nessuno vedeva la Jessica, tutti si mettono a cercarla e organizzano delle squadre che prima di mettersi al lavoro si rimpinzano di cibo. <\/p>\n\n\n\n<p>La scrittura \u00e8 un po\u2019 lenta, ripetitiva, noiosa a tratti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ho imparato? Ho imparato che, a furia di leggere, ho affinato un po\u2019 di senso critico. E anche che non fidarmi troppo dei commenti sulle copertine e delle stazioni ferroviarie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo me, la prima cosa da fare per imparare a scrivere storie \u00e8 leggere le storie degli altri. 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